Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/20.500.12460/535
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dc.contributor.authorNairne, Edward
dc.coverage.temporalsec. XVIII
dc.date.accessioned2019-10-30T13:01:19Z
dc.date.available2019-10-30T13:01:19Z
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/20.500.12460/535
dc.descriptionIl generatore elettrostatico si compone di un grosso tubo cilindrico di vetro che può essere messo in rotazione attorno al suo asse mediante una manovella. Su un lato del cilindro si trova un cuscinetto di cuoio, imbottito di crine, fissato su un'asta di ottone terminante con un elettrodo orientabile, anch'esso di ottone. Sul lato diametralmente opposto a quello del cuscino, è presente una serie di punte metalliche, fissate ad un'asta di ottone, anch'essa terminante con un elettrodo orientabile. Le aste, terminanti con sfere anch'esse di ottone, poggiano si colonne di vetro fissate tramite un piede metallico ad un tavolino di legno.
dc.subjectfisica
dc.subject.otherelettricità e magnetismo
dc.titleMacchina elettrostatica
dc.typedi Nairne
dc.rights.licenseTutti i diritti riservati
dc.relation.fondGabinetto di fisica di Alessandro Volta
dc.date.noteanalisi storica
dc.date.start1782
dc.identifier.inventorynumberN11
dc.identifier.inventorynumber473
dc.identifier.inventorynumber1812
dc.identifier.inventorynumber389
dc.identifier.inventorynumber295
dc.identifier.shelfmarkDipartimento di Fisica "A. Volta"
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dc.identifier.form8e020-00018
dc.type.formPST
dc.identifier.region03
dc.identifier.nctn01966465
dc.type.definitionMacchina elettrostatica
dc.subject.keywordsgeneratore elettrostatico
dc.subject.keywordselettrizzazione per stofinio
dc.subject.keywordselettrizzazione per induzione
dc.subject.keywordspotere dispersivo delle punte
dc.coverage.spatialabbreviationPV
dc.coverage.shelfmarkMuseo per la Storia dell'Università
dc.date.inventory1980- 1999
dc.date.inventory1845- 1859
dc.date.inventory1870
dc.date.inventory1922- 1959
dc.description.collectionGabinetto di Fisica di Alessandro Volta
dc.description.collectionholderAlessandro Volta
dc.description.collectionnotesIl Gabinetto di Fisica dell'Università di Pavia venne aperto nel 1771, grazie alla riforma degli studi iniziata dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria e continuata da suo figlio Giuseppe II. Il primo direttore fu il padre scolopio Carlo Barletti, che alla fine del 1772 fu nominato professore di Fisica sperimentale all'Università. All'arrivo di Volta a Pavia nel 1778, Barletti divenne responsabile dell'insegnamento di Fisica classica o generale, mentre Volta ricoprì quello di Fisica sperimentale o particolare. La prima includeva statica, dinamica, idrostatica, idraulica e fisica astronomica, che formavano la parte più matematizzata della fisica. La seconda, che riguardava i fenomeni concernenti elettricità, magnetismo, calore, pneumatica, acustica, meteorologia e ottica, era più fenomenologica e sperimentale. Volta arricchì il Gabinetto con numerosi strumenti acquistati durante i suoi viaggi in Europa e con molti altri da lui stesso ideati e realizzati con l'ausilio di validissimi artigiani. Il gabinetto di Fisica divenne non soltanto un posto dove Volta potesse sperimentare e insegnare, ma anche una sala da esposizione e un attraente teatro che doveva impressionare i visitatori. Molti degli strumenti venivano infatti utilizzati da Volta, oltre che per attività di ricerca, anche per esperienze pubbliche, tenute due volte la settimana, da Dicembre a Giugno. A queste partecipavano, insieme con gli studenti (per i quali il Professore teneva lezioni quotidiane), numerosi spettatori, per cui venne appositamente costruito nell'Ateneo pavese un nuovo e più ampio Teatro Fisico, l'odierna Aula Volta. Nel 1804, Volta lasciò ufficialmente la cattedra a Pietro Configliachi, ma continuò a lavorare a Pavia e a mostrare interesse verso i nuovi strumenti. Nel 1819, l'ultimo inventario firmato da Volta attesta la presenza nel Gabinetto di Fisica di circa seicento strumenti. Non tutti questi strumenti sono giunti sino a noi: alcuni andarono infatti distrutti nell'incendio del padiglione della mostra allestita a Como nel 1899 per il centenario dell'invenzione della pila, altri furono distrutti dall'uso o andarono persi nei traslochi succedutisi nel corso degli anni, l'ultimo dei quali imposto dalla Seconda Guerra Mondiale.
dc.coverage.temporalfractionultimo quarto
dc.contributor.authorrolecostruttore
dc.type.materialandtechniquevetro
dc.type.materialandtechniquecuoio
dc.type.materialandtechniquecrine
dc.type.materialandtechniqueottone
dc.type.materialandtechniquelegno
dc.format.misucm
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dc.format.misa118
dc.format.misn55
dc.format.misn97
dc.format.misp67
dc.format.misd35
dc.description.functionLa macchina era utilizzata al tempo principalmente in campo medico. Venne acquistato da Volta per il suo Gabinetto nel 1782 col suo "apparato completo per l'elettricità medica".
dc.description.useMettendo in rotazione il cilindro, l'azione del cuscino e quella delle punte permettono di accumulare sulle aste mobili cariche di segno opposto.
dc.description.preservationstatebuono
dc.relation.bibliographytypebibliografia specifica
dc.relation.bibliographyauthorsStrumenti Alessandro
dc.relation.bibliographytitleGli strumenti di Alessandro Volta : Il gabinetto di fisica dell'Università di Pavia
dc.relation.bibliographyplaceMilano
dc.relation.bibliographyyear2002
dc.coverage.spatialpvcsItalia
dc.coverage.spatialpvcrLombardia
dc.coverage.spatialpvcnPavia
dc.coverage.spatialpvccPavia
dc.relation.urlhttp://www.lombardiabeniculturali.it/scienza-tecnologia/schede/8e020-00018/
item.grantfulltextopen
item.treefondsrootGabinetto di fisica di Alessandro Volta
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_18cf
item.cerifentitytypePublications
item.startpublishdate1782
item.fulltextWith Fulltext
item.openairetypedi Nairne
Appears in Collections:Patrimonio scientifico e tecnologico - Museo per la Storia dell'Università
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