Campana, Dino
Role
Poeta
Nationality
Italiana
Birth Date
August 20, 1885
Birth Place
Death Date
March 1, 1932
Death Place
Biography
Dino Campana è considerato una delle figure più rilevanti di inizio Novecento, l'ultimo dei poeti "maledetti". Nato nel 1885 a Marradi, presso Firenze, era figlio di Giovanni Campana, maestro elementare, e di Francesca Luti, detta Fanny, donna severa e molto credente, attaccata in modo morboso al figlio Manlio, fratello minore di Dino.
Finiti il ginnasio presso i Salesiani e il liceo a Faenza, studia chimica a Bologna e Firenze, manifestando l'incapacità di adattarsi alla normalità, preferendo viaggiare dapprima in Italia e in seguito all'estero, coltivando la passione letteraria.
Già nel 1905 viene ricoverato per qualche mese nel manicomio di Imola in quanto la sua vita errabonda, il bisogno di fuggire e l'impeto con cui discute di poesia e filosofia sono visti dalla famiglia, dal paese e infine anche dalle autorità come segni lampanti della sua pazzia. Come Giuseppe Ungaretti, Dino Campana crede profondamente nella forza della parola poetica, nella sua capacità di esprimere ancora, in ogni tempo e in qualsiasi contesto sociale, significati e valori assoluti, universali.
Il suo capolavoro, intitolato Canti Orfici, raccoglie componimenti in prosimetro, cioè quel genere che alterna in modo equilibrato prosa e versi, i cui temi fondamentali sono la notte, il viaggio e l'onirico; temi affrontati nella loro completezza in bilico tra follia e realtà.
Dino Campana muore in manicomio nel 1932 a soli 46 anni. La maggior parte della sua produzione è pubblicata postuma e pian piano inizia ad essere letto e apprezzato; uno dei suoi primi estimatori, ad oggi il più autorevole, è stato Eugenio Montale.
Finiti il ginnasio presso i Salesiani e il liceo a Faenza, studia chimica a Bologna e Firenze, manifestando l'incapacità di adattarsi alla normalità, preferendo viaggiare dapprima in Italia e in seguito all'estero, coltivando la passione letteraria.
Già nel 1905 viene ricoverato per qualche mese nel manicomio di Imola in quanto la sua vita errabonda, il bisogno di fuggire e l'impeto con cui discute di poesia e filosofia sono visti dalla famiglia, dal paese e infine anche dalle autorità come segni lampanti della sua pazzia. Come Giuseppe Ungaretti, Dino Campana crede profondamente nella forza della parola poetica, nella sua capacità di esprimere ancora, in ogni tempo e in qualsiasi contesto sociale, significati e valori assoluti, universali.
Il suo capolavoro, intitolato Canti Orfici, raccoglie componimenti in prosimetro, cioè quel genere che alterna in modo equilibrato prosa e versi, i cui temi fondamentali sono la notte, il viaggio e l'onirico; temi affrontati nella loro completezza in bilico tra follia e realtà.
Dino Campana muore in manicomio nel 1932 a soli 46 anni. La maggior parte della sua produzione è pubblicata postuma e pian piano inizia ad essere letto e apprezzato; uno dei suoi primi estimatori, ad oggi il più autorevole, è stato Eugenio Montale.

