Full Name
Ficoroni, Francesco : de
 
Person Role
Archeologo
Collezionista
Antiquario
Erudito
 
Person Nationality
Italiana
 
Birth Year
1664
 
Birth Place
 
Death Date
25-01-1747
 
Death Place
 
Biography
Nel suo primo libro, Osservazioni di F. de' F. sopra l'Antichità di Roma descritte nel "Diario Italico" publicato in Parigi l'anno 1702 dal m. reverendo padre d. Bernardo de Montfaucon (Roma 1709), il F. sosteneva l'inattendibilità dell'opera del Montfaucon, accusato di utilizzare fonti antiche e moderne ritenute da questo inedite, ma in realtà conosciute. Al trattato seguì un'accesa polemica che portò alla pubblicazione dell'Apologia del "Diario Italico" di padre Bernard de Montfaucon contra le osservazioni del sig. F. de' F., scritto da padre Romualdo Riccobaldi (pseudonimo di Paolo Alessandro Maffei) nel 1710, nel quale il F. viene descritto come un incantatore di turisti poco avveduti. Toni ancora più violenti si osservano nella Lettera del molto reverendo padre Giangrisostomo Scarfò ... scritta al sig. F. de' F., da Lugnano nel Lazio, che si denomina Antiquario romano (Cosenza 1712). La polemica fu definitivamente sedata con l'intervento della congregazione dell'Indice, che il 15 genn. 1714 emanò un decreto in base al quale sia il libro del F. che quello del Riccobaldi sarebbero stati ripubblicati solo se privati delle parti più offensive.Il F. ebbe una fitta corrispondenza epistolare anche con illustri uomini di cultura, quali L. A. Muratori, A. F. Gori e il canonico bolognese G. G. Amadei. Nelle lettere inviate ai tre personaggi l'erudito analizza i reperti acquistati sul già allora fiorente mercato antiquario, soffermandosi in particolare sulle iscrizioni latine, descritte con puntuali annotazioni e quasi sempre con apografi del materiale epigrafico in suo possesso.L'analisi dei manoscritti, oltre a confermare l'interesse del F. verso lo studio delle antichità, permette di rintracciare rari episodi della sua vita privata. Due di questi, collocabili tra il 1730 ed il 1732, gli provocarono una lunga serie di guai con la giustizia. La prima disavventura consisté nell'acquistare una testa di marmo nero "con un diamante in bocca", contravvenendo ad un decreto, emanato in quegli anni. che vietava il commercio di oggetti antichi; ritenendosi vittima di un'ingiustizia - fu infatti condannato agli arresti domiciliari - chiese, nel 1732, l'intercessione del cardinale arcivescovo di Bologna P. Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, presso i giudici che gli avevano inflitto la pena. La controversia si risolse solo nel 1735, con il pagamento di una salata multa. Altra pena pecuniaria gli fu inflitta a seguito di una vicenda analoga. Nel 1732 fu incaricato dal bolognese Gioacchino Brighenti di vendere un anello con diamante; il pittore Ghezzi (forse Leone Ghezzi, che nella sua raccolta Mondo novo rappresenta il F. in veste caricaturale), gli offrì 600 scudi, ma, entrato in possesso del gioiello, si rifiutò di pagarlo, sostenendo, dopo qualche tempo, che gli era stato rubato.Dalla metà degli anni Trenta iniziò a soffrire di una malattia, definita torpor, che lo costrinse, poco a poco, all'inabilità degli arti superiori: le ultime lettere, datate al 1746 ed indirizzate a A.F. Gori, sono scritte di pugno dal nipote Bernardino Ficoroni, che lo assisté negli ultimi anni della sua vita.