Nome completo
Gagliardi, Paolo
 
Ruolo
Teologo
Canonico
Accademico
 
Nazionalità
Italiana
 
Data di nascita
15-08-1675
 
Luogo di nascita
Brescia
 
Data di morte
15-08-1742
 
Luogo di morte
Brescia
 
Biografia
Fino all'età di diciotto anni seguì gli studi regolari nella città natale. Nel 1693 fu inviato a Bologna a seguire gli studi giuridici presso l'Università. Nei due anni di soggiorno frequentò i circoli letterari, fu ascritto all'Accademia dei Gelati, che si riuniva nel palazzo dei conti Fava, conobbe e frequentò P. Malvezzi e il giovane P.J. Martelli. Tornato in patria si distinse per erudizione e religiosità. Ottenne inizialmente la coadiutoria di un canonicato della cattedrale di Brescia. Divenuto sacerdote (1705), si dedicò alla teologia e allo studio della patristica, non trascurando gli interessi letterari: compose e pubblicò alcuni sonetti nella Raccolta de' rimatori viventi.Nell'ambito dell'assidua frequentazione dei circoli culturali bresciani il G. ebbe modo di stringersi in affettuosa amicizia col giovane G.M. Mazzuchelli. Più che quarantennali furono anche l'amicizia e i contatti epistolari con gli eruditi Apostolo Zeno e Scipione Maffei. I rapporti con quest'ultimo furono vivacizzati da una polemica di matrice storiografica riguardante una contesa di priorità tra Brescia e Verona, alla quale il G. partecipò con due interventi: il Parere intorno all'antico stato de' Cenomani (Padova 1724) e le Osservazioni intorno ad una iscrizione e ad altre antichità di Brescia, che, dedicate allo Zeno, furono pubblicate sul Giornale de' letterati d'Italia.Dal 1720 egli approfondì la conoscenza della lingua greca; più tardi intraprese anche lo studio dell'ebraico. Tra i risultati dei suoi studi linguistici si ricordano le Cento osservazioni di lingua nelle quali si spiegano diversi modi particolari usati dalla lingua toscana (composte nel 1729, in occasione della pubblicazione della 3ª ed. del Vocabolario della Crusca, qui lungamente lodato, ma stampate soltanto nel 1740 a Bologna) e la Lezione intorno alle origini, e ad alcuni modi di dire della lingua bresciana (entrambe pubblicate nel tomo XXII della Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici del Calogerà, Venezia 1740).Alcune opere del G. furono raccolte e ristampate dopo la sua morte. Nel 1747 il nipote Filippo Cristoforo pubblicò a Venezia la sino ad allora inedita traduzione delle Confessioni di s. Agostino, lasciata incompiuta dallo zio, e la dedicò al Querini.